Elizabethtown

Titolo Originale: Elizabethtown
Paese: USA
Anno: 2005
Durata: 125′
Genere: commedia, drammatico, romantico
Regia: Cameron Crowe
Soggetto: Cameron Crowe
Sceneggiatura: Cameron Crowe
Personaggi:
Orlando Bloom: Drew Baylor (Dop: M. Manfredi)
Kirsten Dunst: Claire Colburn (Dop: D. D’Amico)
Susan Sarandon: Hollie Baylor (Dop: A.R. Pasanisi)
Alec Baldwin: Phil DeVoss (Dop: P. Buglioni)
Bruce McGill: Bill Banyon (Dop: M. Corvo)
Judy Greer: Heather Baylor (Dop: G. Lepore)
Jessica Biel: Ellen Kishmore (Dop:F. Manicone)
Paul Schneider: Jessie Baylor (Dop: L. Lionello)
Fotografia: John Toll
Montaggio: Mark Livolsi, David Moritz
Effetti Speciali: Allen Hall
Musiche: Ryan Adams, Nancy Wilson + AAVV
Scenografia: C. Griffith
Trama in breve:
Drew è un brillante designer di scarpe per una grande azienda del settore. Dopo un analisi sui profitti eseguita dall’azienda, Phil, capo diretto di Drew, annuncia a quest’ultimo il suo licenziamento per aver causato all’azienda una perdita facilmente arrotondabile al miliardo di dollari.
Drew, completamente distrutto da questa notizia e dall’essere stato mollato dalla donna dei suoi sogni , decide di suicidarsi. Proprio nel momento in cui stava per compiere il suo destino, riceve una telefonata dalla sorella Heither che gli annuncia la morte del padre.
Drew deve dunque partire per la città natale di suo padre, Elizabethtown. Durante il volo incontrerà Claire, una giovane assistente di volo che lo accompagnerà per tutto il periodo che passerà a Elizabethtown. Questa ragazza gli insegnerà molto e lui, inconsciamente, ritornerà ad amare la vita proprio grazie a lei.
Finite le cerimonie di commemorazione per la morte del padre, Drew è pronto a tornare a casa nell’Oregon. Decide di mantenere la promessa fatta a Claire e addentrarsi in un lungo viaggio in macchina che durerà però meno del previsto. Infatti Claire gli aveva preparato un itinerario con colonna sonora allegata per raccontargli il tragitto passo passo e farlo ragionare ed elaborare la sua situazione…. ma soprattutto farlo riflettere.
L’itinerario di claire lo accompagnerà fino a un grande mercato artigianale dove il viaggio di Drew si concluderà. Li infatti, Claire, aveva previsto un bivio: Lui poteva scegliere se tornare alla sua casa e compiere quel gesto estremo che si era prefisso poco tempo prima….. oppure stare con lei, che lo aspettava proprio in quel mercato.
Cos’ha scelto Drew? Sicuramente ve lo aspettate….ma non ve ne do conferma. Guardatelo :)
Critica:
Autore: Silvia Bizio – Testata: La Repubblica
Orlando Bloom danza sotto gli alberi osservato con discrezione dall’occhio della cinepresa. fisso, da discreta distanza. L’attore inglese, qui nei panni di un giovane americano in crisi, saltella come in una specie di “ghostdance” e alza la mano al cielo. È il momento più intimo, solitario e catartico di Elizabethtown, il nuovo film di Cameron Crowe, che verrà presentato a Venezia. “Dance beneath the diamond sky with one hand waving free” canticchia Crowe, 48 anni, agli ultimi ritocchi di questa sua commedia romantico-esistenziale. E spiega: «Sono le parole dl Mr. Tambourine Man di Bob Dylan, ed è questa l’immagine che ha ispirato il mio copione. Una celebrazione del fatto di essere vivo, dell’estasi che può creare un lutto, il fallimento, la rinascita».
Bloom è Drew,un brillante disegnatore di scarpe simil-Nike, il cui ultimo prodotto (una innovativa scarpa alata) fallisce sul mercato. Per Drew è una umiliazione. Lo stesso giorno in cui viene silurato dalla compagnia (Alec Baldwin, il boss, lo accusa di una perdita di un miliardo di dollari), il padre muore all’improvviso nel Kentucky. Così Drew decide di posticipare il suicidio già pianificato per volare a Elizabethtown per le esequie del padre. L’appello della rnadre (SusanSarandon) è più forte della pulsione di morte. Sull’aereo, Drew conosce Claire, una hostess esuberante e dalle intuizioni straordinarie (Kirsten Dunst). Poi, in Kentucky, incontra parenti mai visti prima e viene fagocitato in un ambiente eclettico. Ma Claire lo chiama: nel corso di una telefonata che dura tutta una notte capiscono che sono due anime gemelle. S’incontrano, ma Drew indugia. Dopo il funerale, pieno di tragicomici incidenti, l’angelica e spiritata Claire spedisce Drew in un tragitto on-the-road alla scoperta dell’America e di se stesso con una mappa fatta di parole. disegni fotografie, canzoni (Elton John, Simon & Garfunkel, Creedence – la colonna sonora è scritta dalla moglie di Crowe, Nancy Wilson).
“C’è molto dialogo», precisa Crowe, «ma si traduce nel film più visuale che abbia mai fatto». E in questo lungo film (due ore e 15 minuti), assicura di aver «lasciato tutti quei raccordi che spesso vengono sacrificati sull’altare della concisione. Il ritmo è quello di una ballad». Il regista e autore del copione garantisce: «È un film che sa di realtà, che dà la sensazione della vita vera che scorre davanti agli occhi dello spettatore. Non è un film-film. È un film-vita».
È anche un’opera autobiografica. Il padre è deceduto tre anni fa per infarto proprio durante una vacanza in Kentucky, suo stato di origine. «Il film parla di mio padre e della mia relazione con lui così come Almost Famous parlava di mia madre» continua il regista. «Ho girato tutto in Kentucky. Ho incontrato, proprio come Drew, parenti che non avevo mai conosciuto. Li ho messi nel film nelle scene corali. Mio cugino suona nella band nella scena della commemorazione del defunto, mia madre è una delle donne che civettano in cucina». Crowe, grande amico e ammiratore di Billy Wilder (è autore del libro Conversazioni con Billy WIlder), stavolta si è ispirato ad Hal Ashby e Harold e Maude. «Amo quel suo tocco fiabesco e la lirica incrociata di felicità e tristezza», conferma Crowe, «Ashby viene giustamente riscoperto». Il film, che esce negli Usa il 14 ottobre, è stato prodotto da Tom Cruise, amico di vecchia data di Crowe. «Tom mi ha aiutato nella fase di sviluppo del copione, ha letto con me la parte di Drew, dandogli una voce precisa” rivela il regista. “Anche lui ha perso improvvisamente il padre, guarda caso del Kentucky. Quando gli ho proposto questo progetto non poteva crederci. Per il funerale del padre era stato al Brown Hotel di Louisville, proprio quello in cui abbiamo girato numerose scene del film».
Commento:
Voto: 8/10
Confesso che all’inizio l’ho considerato un pò banale, superficiale. Sarà perchè mi sono lasciata un pò demotivare dal ruolo di Kirsten Dunst, sarà l’ora tarda in cui l’ho guardato…. non lo so. Sta di fatto che stasera l’ho riguardato, come da promessa a una caro amico che tanto di cuore me lo aveva consigliato.
Riguardandolo non sembrava lo stesso film…. a partire dai 45′ del film, la storia si evolve, prende una piega completamente diversa e l banalità che prima la faceva da padrona e la stupidità di Claire tutt’ad un tratto diventano saggi consigli di vita.
Stranamente quella giovane ragazza che tanto amava la sua imprevedibilità ci stupisce con attenzioni minuziose ma non ossessive, decide di stare accanto a quel ragazzo appena conosciuto e di volerlo far star bene.
Una piacevole commedia su quello che la vita può essere e su come un singolo giorno è in grado di far la differenza, e una persona è in grado di farla ancor di più.
Soundtrack:
- Nancy Wilson: 60B
- Tom Petty and the Heartbreakers: It’ll All Work Out
- Elthon John: My Fathers Gun
- Helen Stellar: io (this time around)
- Ryan Adams: Come Pick Me Up
- My Morning Jacket: Where to begin
- Patty Griffin: Long ride Home
- Jeff Finlin: Sugar Blue
- Wheat: Don’t I Hold You
- Lindsday Buckingham: Shut Us Down
- The Hombres: Let it All Hang Out
- Eastmountainsouth: Hard Timess
- The Hollies: Jesus was a Crossmaker
- Tom Petty: Square One
- I Nine: Same in Any Language
Trailer:
 
Music Video:
Quote:
- Claire:“So you failed. Alright you really failed. You failed. You failed. You failed. You failed. You failed. You failed. You failed. You failed. You failed. You failed. You failed. You failed. You think I care about that? I do understand. You wanna be really great? Then have the courage to fail big and stick around. Make them wonder why you’re still smiling. “
- Mitchell Baylor: “If it wasn’t this… it’d be something else”

2 Risposte

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